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Catacombe d’Italia è un progetto della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

«Per questo le catacombe non sono tristi bassifondi oscuri, ma sono un mondo segreto che si apre al pellegrino e al turista con tutta la bellezza, la fede e la memoria di tante persone che hanno creduto in Cristo e nella sua parola di speranza»
Card. Gianfranco Ravasi

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IN EVIDENZA QUESTO MESE

Le tre pietre sacre di Gerusalemme

Lectio magistralis di S.Em. Cardinal G. Ravasi

Lectio-magistralis

In occasione del recente restauro dell’affresco raffigurante una veduta ideale della città di Gerusalemme, realizzato nell’Anfiteatro Flavio sull’arco di fondo della Porta Triumphalis, volta verso il Foro Romano, il Colosseo ospita la lectio magistralis di S. Em. Cardinal Gianfranco Ravasi.

Il dipinto del Colosseo, realizzato nell’arco del XVII secolo, è tradizionalmente assegnato al pontificato di Clemente X (1670-1676) in occasione dei lavori promossi per le celebrazioni del Giubileo del 1675.

La lectio magistralis, dal titolo “Le tre pietre sacre di Gerusalemme”, sarà disponibile sulle piattaforma social del PArCo a partire da venerdì 23 ottobre 2020.

I NOSTRI APPUNTAMENTI

3ª Giornata delle Catacombe

Locandina

Nell’impossibilità di realizzare, secondo le consuete modalità, questa terza edizione della Giornata delle Catacombe, la manifestazione viene proposta in versione digitale, avvalendosi delle nuove tecnologie comunicative.

Nel contesto dell’anno di riflessione sull’Enciclica Laudato si’, proposto da Papa Francesco a cinque anni dalla pubblicazione del primo documento del Magistero sulla problematica ambientale, si vuole proporre la visione della natura così come la si ritrova nelle catacombe cristiane, negli affreschi come nei rilievi marmorei. Le scene bucoliche, le rappresentazioni di fiori, piante e animali, sia isolate sia inserite in raffigurazioni bibliche o simboliche, ci rimandano al giardino delle origini, all’Eden e, contemporaneamente, al Paradiso, al regno dei Beati, in cui la bellezza originaria del creato viene ri-creata e proposta come méta finale del cammino della vita sostenuto dalla fede nel Risorto.

Dinanzi alle immagini del creato, dell’ambiente naturale, alcune volte essenziali e appena tratteggiate altre lussureggianti e ricche di particolari curiosi, pur collocate in un contesto dominato dall’oscurità e dai segni della morte, viene spontaneo esclamare: “Che paradiso!”, pensando sia alla bellezza naturale quanto mai suggestiva e attraente, sia, appunto, alla méta ultima dell’esistenza umana, sperata e desiderata non solo dai credenti ma da tutta l’umanità.

I cristiani dell’antichità, rifacendosi soprattutto ai testi biblici, hanno immaginato il destino ultimo dell’umanità in un contesto paradisiaco, in cui regna la piena armonia col creato, con tutte le creature, chiamate anch’esse a partecipare della vita nuova annunciata e promessa da Cristo e inaugurata con la sua Resurrezione.

Osservare, contemplare quelle suggestive immagini non significa soltanto immaginare, sognare una méta bella e armoniosa, serena e gioiosa, ma anche desiderarla e costruirla nel presente, avendo cura della “casa comune”, della terra su cui viviamo e di tutte le creature che la condividono con l’umanità. Le immagini paradisiache delle catacombe ci chiedono, allora, di custodire e aver cura del paradiso in cui abitiamo e viviamo, affidatoci dal Creatore. 

Continua a seguirci qui sul sito dedicato (giornatadellecatacombe) e sui nostri canali social (FB: catacombeitalia e IG: catacombeitalia): a breve pubblicheremo il programma dell’evento e in questa pagina saranno visualizzabili tutti gli appuntamenti della Giornata!